Dentista Croazia anestesia locale fastidi

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Gli effetti collaterali dell’anestesia locale  dal dentista ci sono ed alcuni di essi sono molto seri anche se è doveroso dire che essi si verificano molto raramente; tale frequenza è stata stimata aggirarsi attorno all’1%.

In questo articolo desideriamo descrivere i più comuni effetti collaterali, aggiungendo anche metodi per prevenirli e quelli utilizzati dagli odontoiatri per farvi fronte.

Elenco effetti collaterali dell’anestesia locale

Sincope vaso-vagale

La sincope vaso-vagale (determina lo svenimento) non è da ricomprendere negli effetti collaterali dell’anestesia locale bensì, poiché il più delle volte si manifesta dopo che il dentista abbia effettuato l’iniezione per preparare il paziente alla cura dei denti, viene erroneamente imputata all’anestesia stessa.

Dunque da cosa dipende ?

Fondamentalmente consiste nella contro-risposta del corpo ad una situazione di fortissimo stress provocato da ansia e panico.

Volendo approfondire la frase precedente, senza peraltro utilizzare tecnicismi degli addetti ai lavori, possiamo tentare di spiegare cosa accade quando una persona con particolare paura del dentista si sdraia sulla poltrona dell’odontoiatra e si appresta a subire l’iniezione con il farmaco anestetico: la persona in questione non si accorge di porre in essere tutta una serie di gesti che fanno capo al sistema nervoso simpatico: contrae i muscoli di buona parte del corpo, il battito cardiaco aumenta così come la pressione sanguigna, trattiene il fiato o questo tende a farsi più corto e tutto ciò “solo” a causa dell’elevata paura accentuata dal dolore (anche se minimo) che prova durante l’iniezione.

Dopo che il dentista ha terminato l’anestesia, il paziente si sente sollevato come a dire “il peggio è passato”, in quel momento, nel suo corpo, si scatena una reazione “uguale e contraria” che tende a riportare la situazione alla normalità.

Il sistema nervoso parasimpatico, attraverso il nervo valgo, fa calare in modo repentino la pressione sanguigna arteriosa che in alcuni casi porta proprio alla sincope ovvero alla perdita di coscienza improvvisa – svenimento -.

In questi casi il dentista può porre in essere le cosiddette manovre di primo soccorso ovvero posizionare le gambe del paziente in modo che si trovino più in alto rispetto alla testa, anche una mascherina collegata ad una fonte di ossigeno può aiutare.

Allergia all’anestesia locale in odontoiatria

Si può essere allergici all’anestesia del dentista ?
La risposta è: Si !

In percentuale molto ridotte (1% circa), alcune persone sono allergiche ad alcuni farmaci anestetici e le reazioni possono interessare gli apparati cardiovascolare, respiratorio, cutaneo e gastrointestinale; detti apparati possono essere coinvolti singolarmente o in qualsiasi combinazione.

Si passa da sintomi quali: eruzioni cutanee pruriginose (apparato cutaneo) alla nausea e dolori addominali (appartato gastrointestinale) e alla rinorrea e dispnea (apparato respiratorio) fino ad arrivare alla tachicardia, aritmia, shock anafilattico ed arresto cardio-circolatorio.

In questi casi il dentista non è attrezzato per far fronte ai sintomi descritti e deve necessariamente fare quanto in suo potere per assicurare l’immediato ricovero ospedaliero del paziente

Test allergici

Se si conoscono reazioni allergiche all’anestetico locale occorse a qualche membro della propria famiglia, è opportuno, prima dell’appuntamento con il dentista, recarsi in ospedale e sottoporsi ai test allergici.

Intolleranza agli eccipienti dell’anestesia

Oltre al liquido anestetico, le fiale utilizzate in ambito odontoiatrico contengono anche eccipienti, i classici conservanti al pari di tantissimi prodotti alimentari ma che possono ugualmente risultare come fattore scatenante in soggetti allergici.

I test di tolleranza effettuati da personale medico specializzato rappresentano l’unico presidio diagnostico in grado di garantire sicurezza all’operatore. I test di tolleranza andrebbero prescritti soltanto a pazienti con storia di pregressa reazione avversa all’anestetico locale.

L’anestesia del dentista rende amaro il latte materno.

In barba alle mille leggende metropolitane secondo le quali le donne che allattano non potrebbero sottoporsi ad anestesia locale per le cure dei propri denti, siamo oggi in grado di smentire tutto questo. L’effetto collaterale dell’anestesia locale utilizzata dal dentista è quello di rendere il latte materno leggermente più amaro e per questo sgradito al neonato.

La neo mamma può risolvere il problema semplicemente attendendo 4 o 5 ore dall’inoculazione prima di procedere alla con la poppata (vedi anestesia locale in gravidanza).

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